7 aprile 2013

Archetipi



"Gli archetipi sono come i letti dei fiumi abbandonati dall'acqua, che però possono nuovamente accoglierla dopo un certo tempo. Un archetipo è simile a una gola di montagna in cui la corrente della vita si sia lungamente riversata: quanto più ha scavato questo letto, quanto più ha conservato questa direzione, tanto più è probabile che, presto o tardi, essa vi ritorni".

(C. G. Jung, Aspetti del dramma contemporaneo, 1945)

22 marzo 2013

Se il pensiero di giovinezza è rimpianto

Aprile


Il ciliegio, venuto dopo gran fuga d'anni al nonagesimo suo, fu sradicato e messo in tavole.
E dette tavole, dopo stagionatura assai, piallate.
E infine commesse in una scansia.
Ora egli guarda l'Omero e il Plato, l'Orazio e il Dante.
Ma se il destino gli riconducesse una sola delle trasvolate ore del tempo, ei si rifarebbe al suo colle, a far zuffa coi venti d'Aprile.

Questa buona favola del buonissimo abate Zanella ne adduce: che al comune degli uomini, e dei ciliegi, il pensiero di giovinezza è rimpianto...



Carlo Emilio Gadda, Il primo libro delle favole.
Milano, Garzanti, 1976.


Se il pensiero di giovinezza è rimpianto (potrebbe non esserlo?) una maturità piena e consapevole è un privilegio cui attingere a piene mani. Ogni giorno.
La giovinezza e i suoi ricordi potranno essere sempre conservati in un cassetto della memoria, da aprire ogni tanto, con cautela .... ;-)

18 marzo 2013

Amore o libertà?

Proverbio


"L'acidduzzu 'nta aggia: o canta p'amuri o canta pi raggia"

(L'uccellino nella gabbia: o canta per amore, o canta per rabbia)
...un bell'invito alla libertà, che (forse) solo l'amore può contenere nelle sue complesse maglie...

10 marzo 2013

alba


"Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte".


(K. Gibran, Sabbia e spuma, 1926).

8 marzo 2013

Ballata delle donne



Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.


(Edoardo Sanguineti, Il gatto lupesco, poesie 1982-2001.
Feltrinelli, Milano, 2002).

7 marzo 2013

Primavera


Già sulle rive dello Xanto ritornano i cavalli,
gli uccelli di palude scendono dal cielo,
dalle cime dei monti
si libera azzurra fredda l'acqua e la vite
fiorisce e la verde canna spunta.

Già nelle valli risuonano
canti di primavera.

(Alceo, trad. Salvatore Quasimodo)
S. Quasimodo, Lirici greci.

26 febbraio 2013

Le cose - Elogio dell'ombra



Le monete, il bastone, il portachiavi,
la pronta serratura, i tardi appunti
che non potranno leggere i miei scarsi
giorni, le carte da gioco e gli scacchi,
un libro e tra le pagine appassite
la viola, monumento di una sera
di certo inobliabile e obliata,
il rosso specchio a occidente in cui arde
illusoria un'aurora. Quante cose,
atlanti, lime, soglie, coppe, chiodi,
ci servono come taciti schiavi,
senza sguardo, stranamente segrete!
Dureranno in più in là del nostro oblio;
non sapran mai che ce ne siamo andati.

(Elogio de la sombra - Poemas de Jorge Luis Borges, 1969).

Di quante cose è fatta la nostra vita?
E di quante abbiamo veramente bisogno?
Esse spesso ci parlano di noi.
Della loro (e nostra) futile esistenza, segnano il passo.
Celebrano di quale e quanta vacuità potremmo fare a meno.
Se solo riuscissimo ad accettare la finitezza del nostro cammino.

20 febbraio 2013

I disegni dell'immaginazione



"Tutto può accadere, tutto è possibile e verosimile. Il tempo e lo spazio non esistono. Su una base insignificante di realtà, l'immaginazione fila e tesse i suoi disegni".

(1983, Fanny e Alexander. I. Bergman).

18 febbraio 2013

Amore e desiderio

"Io ti ho amato, Andrè, e non saprei immaginare come si possa amare di più. Avevo una vita che mi rendeva felice, e ho lasciato che andasse in pezzi per stare con te. Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità".

(Alessandro Baricco, Oceano Mare. Rizzoli, 1993).

9 febbraio 2013

Melanconia e umorismo

La leggerezza

"[...] è la gravità senza peso, dalla quale traspare la connessione tra melanconia e umorismo; la melanconia è la tristezza diventata leggerezza e l'umorismo è il comico che ha perso pesantezza corporea e ha messo in dubbio l'Io, il mondo e tutta la rete di relazioni che li costituiscono".


(Calvino I., Lezioni Americane. Sei proposte per il nuovo millennio. Garzanti, Milano, 1988).

A questo concetto potremmo far riferimento, ogni qual volta siamo alle prese con un compito da portare a termine e che vorremmo alleggerito da quel di più che lo aggrava.