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25 ottobre 2016
con approssimazione
"Chi agisce con approssimazione si abitua anche a parlare con approssimazione, e il parlare grossolano, impreciso e sciatto coinvolge in questa indeterminatezza anche il pensiero.
Non permettete a voi stessi di pensare in maniera grossolana.
Il pensiero è un dono di Dio ed esige che si abbia cura di sé.
Essere precisi e chiari nei propri pensieri è il pegno della libertà spirituale e della gioia del pensiero."
Pavel Florenskij "Non dimenticatemi" (1933-1937)
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19 settembre 2014
Sul senso della libertà amorosa
Voglio poterti amare senza aggrapparmi,
apprezzarti senza giudicarti,
raggiungerti senza invaderti,
invitarti senza insistere,
lasciarti senza senso di colpa,
criticarti senza biasimarti,
aiutarti senza umiliarti.
Se vuoi concedermi la stessa cosa,
allora potremo veramente incontrarci e aiutarci reciprocamente a crescere.
Virginia Satir
17 aprile 2014
Quando la relazione può curare
"Personalità e identità sono come coordinate nella piantina di una città tracciate dall'intersecarsi delle nostre amicizie. Sappiamo chi e cosa siamo grazie ai punti di riferimento delle persone che amiamo, e dei motivi per cui le amiamo".
Gregory David Roberts.
8 agosto 2013
Ascolta come mi batte forte il tuo cuore
Poteva accadere.
Doveva accadere.
E' accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E' accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì? Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.
(Ogni caso, Wisława Szymborska, 1972)
6 agosto 2013
Sviluppo e attaccamento
"Il bambino si costruisce un modello interno di se stesso in base a come ci si è preso cura di lui".
(J. Bowlby)
(J. Bowlby)
21 luglio 2013
18 luglio 2013
Pregiudizi
"L'omosessualità è contro natura.
Ma anche camminare sull’acqua, morire e risorgere, moltiplicare il cibo e rimanere incinta da vergine".
(Davide La Rosa)
17 luglio 2013
Sulla speranza
"È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito.
È una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttare via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto.
Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio".
(Antoine de Saint Exupery - Il Piccolo Principe, 1943)
2 maggio 2013
18 aprile 2013
Punti di vista
"Lo psichiatra è un tizio che vi fa un sacco di domande costose che vostra moglie vi fa gratis".
(W. Allen)
15 aprile 2013
L'esattezza
"Nel rendere conto della densità e continuità del mondo che ci circonda, il linguaggio si rivela lacunoso, frammentario, dice sempre qualcosa in meno rispetto alla totalità dell'esperibile".
(Calvino I., Lezioni Americane. Sei proposte per il nuovo millennio. Garzanti, Milano, 1988).
8 aprile 2013
Attaccamento
"L'esperienza di affetto è il germoglio da cui finalmente la mentalizzazione può svilupparsi".
La capacità di mentalizzazione riguarda la capacità di vedere se stessi e le altre persone in termini di stati mentali (sentimenti, convinzioni, intenzioni e desideri) e di pensare ai propri e altrui comportamenti in termini di stati mentali, attraverso un processo che viene normalmente definito riflessione.
La capacità riflessiva (o mentalizzazione) è la concezione che l'individuo ha dei sentimenti, delle attitudini, delle speranze, delle intenzioni e delle modalità di comprensione dell'altro.
La mentalizzazione avviene attraverso l'esperienza che il bambino fa di quanto i propri stati mentali siano stati capiti e pensati grazie a intenzioni cariche di affetto con il genitore.
Uno sguardo tranquillo, un sorriso, un tono di voce adeguato comunicano che 'sappiamo' quanto sta accadendo e che soprattutto ne teniamo sotto controllo gli effetti.
In questo modo le esperienze angosciose del bambino possono diventare tollerabili e l'esperienza (relazionale, emotiva e sensoriale) viene dotata di senso.
Il genitore (o il caregiver) che non riesce a pensare all'esperienza mentale del bambino, priva quest'ultimo della base per lo sviluppo di un coerente e integrato senso del Sé.
La mentalizzazione è un'attività: è vedere se stessi dal di fuori e gli altri dal di dentro.
E' avere la mente dell'altro nella mia mente.
Approfondimenti:
Fonagy P., Targhet M., Attaccamento e funzione riflessiva, Raffaello Cortina. Milano, 2001.
10 marzo 2013
alba
"Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte".
(K. Gibran, Sabbia e spuma, 1926).
20 febbraio 2013
I disegni dell'immaginazione
"Tutto può accadere, tutto è possibile e verosimile. Il tempo e lo spazio non esistono. Su una base insignificante di realtà, l'immaginazione fila e tesse i suoi disegni".
(1983, Fanny e Alexander. I. Bergman).
6 gennaio 2013
Lutto amoroso
Per quanto io lo rovini, il lutto dell'immagine (dell'amato) mi rende angosciato; ma dall'altro lato, per quanto io riesca a dargli buon esito, esso mi rende triste. Se l'esilio dell'Immaginario è la via obbligata per giungere alla "guarigione", allora bisogna convenire che il progresso è triste. Questa tristezza non è una malinconia - o è almeno una malinconia incompleta (niente affatto clinica), giacché non mi rimprovero niente e non sono prostrato. La mia tristezza appartiene a quella frangia della malinconia in cui la perdita dell'essere amato resta astratta. Qui, la perdita è doppia: non posso neppure investire la mia infelicità, come quando soffrivo per il fatto di essere innamorato. Allora, io desideravo, sognavo, lottavo; un bene prezioso era dinanzi a me, semplicemente ritardato, il suo possesso era ostacolato da alcuni contrattempi. Adesso non c'è più niente; tutto è calmo, e questo è peggio. Sebbene sia giustificato da un'economia - l'immagine muore affinché io viva -, il lutto amoroso ha sempre uno strascico; una frase viene ripetuta in continuazione: "Che peccato!".
(Freud S., in Barthes R. Frammenti di un discorso amoroso. Einaudi, Torino. 1979).
23 dicembre 2012
La verità
"Preferiamo ignorarla la verità. Per non soffrire. Per non guarire. Perché altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere. Completamente vivi".
(Massimo Gramellini, Fai bei sogni).
21 dicembre 2012
Passato
"Seguendo il modello di Bion, penso che l'inconscio venga formato e trasformato nella relazione terapeutica, nell'incontro singolare tra due menti che costituiscono una nuova entità e danno vita a scenari nuovi e imprevedibili. Certo che il passato conta, ma forse il problema riguarda quelle storie che non ci è stato dato di vivere o - come direbbe Ogden - di sognare".
(Nino Ferro, neopresidente della Società psicoanalitica italiana e membro della International Psychoanalytical Association).
18 dicembre 2012
La conversazione terapeutica
I valori e le opinioni del terapeuta interagiscono con i valori e le opinioni dei pazienti, creando soluzioni imprevedibili.
Lo scopo della terapia è di aiutare la gente a rendersi conto dell'effetto del proprio comportamento sugli altri. Attraverso tale consapevolezza, una persona inizia a diventare più autonoma. L'individuo emerge quando diventa consapevole del flusso costante della propria influenza nelle relazioni umane: è il momento in cui si diventa responsabili.
Responsabilità non vuol dire prendersi cura degli altri in senso classico, ma essere in grado di comprendere quanto si partecipa nel creare il sistema di cui si è parte. Possiamo perfino affermare che questo è ciò che consideriamo un comportamento etico. Essere etici significa permettere alle persone di riscoprire la propria individualità assieme alla partecipazione alla vita degli altri.
Durante la conversazione terapeutica, le persone lentamente si rendono conto della loro partecipazione nella creazione della storia.
(G. Cecchin, G. Lane, W. A. Ray, Verità e pregiudizi. Un approccio sistemico alla psicoterapia. Raffaello Cortina Editore. Milano. 1997).
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