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15 dicembre 2015
Gli uomini migliorano con gli anni
Sono logoro di sogni;
Un tritone di marmo, roso dalle intemperie
Tra i flutti;
E tutto il giorno guardo
La bellezza di questa signora
Come avessi trovato in un libro
Una bellezza dipinta,
Lieto d'aver riempito gli occhi
O l'orecchio sapiente,
Felice d'essere saggio e non altro,
Perché gli uomini migliorano con gli anni;
Eppure, eppure,
E' un mio sogno questo, o è la verità?
Oh, ci fossimo incontrati
Quando avevo la mia ardente giovinezza!
Ma io invecchio tra i sogni,
Un tritone di marmo, roso dalle intemperie
Tra i flutti.
WILLIAM BUTLER YEATS
17 ottobre 2014
Sull'illusione d'influenzare gli altri
"Se un bambino cresce bene, come può la madre non illudersi di esserne responsabile? Come è possibile che un terapeuta non si senta orgoglioso quando il cliente migliora? Come può un giudice non sentirsi responsabile quando un criminale si pente (o quando si ritrova nuovamente davanti al sistema giudiziario dopo aver ricevuto una pena leggera)?
L'illusione d'influenzare gli altri è un credo essenziale della vita di relazione."
(G. Cecchin, G. Lane, W. A. Ray, Verità e pregiudizi. Un approccio sistemico alla psicoterapia. Raffaello Cortina Editore. Milano. 1997).
Ricordando Gianfranco Cecchin, a dieci anni dalla scomparsa
(Nogarole Vicentino 1932 - Brescia 2004)
23 dicembre 2012
La verità
"Preferiamo ignorarla la verità. Per non soffrire. Per non guarire. Perché altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere. Completamente vivi".
(Massimo Gramellini, Fai bei sogni).
18 dicembre 2012
La conversazione terapeutica
I valori e le opinioni del terapeuta interagiscono con i valori e le opinioni dei pazienti, creando soluzioni imprevedibili.
Lo scopo della terapia è di aiutare la gente a rendersi conto dell'effetto del proprio comportamento sugli altri. Attraverso tale consapevolezza, una persona inizia a diventare più autonoma. L'individuo emerge quando diventa consapevole del flusso costante della propria influenza nelle relazioni umane: è il momento in cui si diventa responsabili.
Responsabilità non vuol dire prendersi cura degli altri in senso classico, ma essere in grado di comprendere quanto si partecipa nel creare il sistema di cui si è parte. Possiamo perfino affermare che questo è ciò che consideriamo un comportamento etico. Essere etici significa permettere alle persone di riscoprire la propria individualità assieme alla partecipazione alla vita degli altri.
Durante la conversazione terapeutica, le persone lentamente si rendono conto della loro partecipazione nella creazione della storia.
(G. Cecchin, G. Lane, W. A. Ray, Verità e pregiudizi. Un approccio sistemico alla psicoterapia. Raffaello Cortina Editore. Milano. 1997).
26 settembre 2012
Costruzioni di significato/2
Accade, durante la narrazione terapeutica, che il paziente, nel momento stesso in cui comincia a raccontare una storia (la propria, quella di un familiare, di una persona importante) provi la sensazione di vivere quella stessa storia per la prima volta, come se l'esperienza già vissuta avesse un valore minore o fosse perfino del tutto ininfluente rispetto al carico di emozioni che quella nuova narrazione in quel momento rappresenta.
Dal nuovo racconto possono scaturire associazioni diverse e inattese riformulazioni di significato, tali che sarà possibile vedere la stessa storia da un'angolazione del tutto differente, capace di rivoluzionare l'intero sistema valoriale di riferimento. Fino al punto da mandare in crisi la stessa narrazione, da sentirsi costretti a porsi la domanda: "Ma io che storia ho vissuto? Cosa è accaduto veramente? Sono lo stesso, la stessa, ma quello che racconto è come se appartenesse alla vita di qualcun altro... com'è possibile tutto ciò?".
E naturalmente, tutto questo in piena e assoluta buona fede.
Al di là, e a prescindere, dalle discussioni intellettuali che 'potrebbero' appassionare i clinici (e annoiare molti altri...) tutto questo è documentato dalla letteratura specialistica, che a seconda del vertice teorico di riferimento, offre le varie ipotesi che fanno capo a queste esperienze.
Ciò che invece qui mi preme di focalizzare è l'importanza della storia narrata in quanto tale, e di quanto la differente angolazione e prospettiva storico-temporale, sia di fatto l'elemento cardine e costitutivo.
Il contesto della terapia, il setting, la relazione col clinico, sono le condizioni di necessità perché questo possa avvenire. O anche non avvenire, ovviamente.
Infatti non sempre questo accade o può accadere. Per tanti differenti motivi.
Ma se accade, quando accade, è veramente un'esperienza rivoluzionaria, per il paziente e per il clinico.
Tale da ripermettere una nuova sceneggiatura, e perché no, un nuovo pezzo di esistenza.
Ecco che quella separazione, quel lutto, quel sintomo, quel disturbo nella relazione con l'altro, possono essere veramente la chiave di una nuova e autentica ricostruzione d'identità.
Se nulla accade per caso, forse vale davvero la pena di mettersi in gioco, in un'esperienza nuova e sconosciuta, quale è la psicoterapia, per riscoprire percorsi di vita attuali e sorprendenti.
Per dare nuovo senso e dignità a un vissuto ormai scomodo, che non ci appartiene e non ci serve più. Riconsegnando più al nostro oggi, che al nostro domani, quel meraviglioso senso di curiosità, di crescita consapevole e di ricerca che credevamo di aver perduto.
Approfondimenti:
Boscolo L., Bertrando P. I tempi del tempo. Una nuova prospettiva per la consulenza e la terapia sistemica. Bollati Boringhieri. Torino. 1993.Cecchin G., Lane G., Ray W.A. Verità e pregiudizi. Un approccio sistemico alla psicoterapia. Raffaello Cortina Editore. Milano. 1997.
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