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2 febbraio 2016

sull'amore e la sua giusta distanza ...

Amatevi vicendevolmente, ma il vostro amore non sia una prigione.

Lasciate piuttosto un mare ondoso tra le  due sponde delle vostre anime. 

Riempitevi a vicenda la coppa, ma non bevete da una sola coppa. 

Scambiatevi a vicenda il pane, ma non mangiate dello stesso pane.....

E state insieme ma non troppo vicini... la quercia e il cipresso non crescono l'una all'ombra dell'altro.




"Il Profeta" di G.K.Gibran.


 

29 dicembre 2015

quanti anni ho, io?


Ho l’età in cui le cose si osservano con più calma, ma con l’intento di continuare a crescere.

Ho gli anni in cui si cominciano ad accarezzare i sogni con le dita e le illusioni diventano speranza.

Ho gli anni in cui l’amore, a volte, è una folle vampata, ansiosa di consumarsi nel fuoco di una passione attesa.

E altre volte, è un angolo di pace, come un tramonto sulla spiaggia.

Quanti anni ho, io? Non ho bisogno di segnarli con un numero, perché i miei desideri avverati, le lacrime versate lungo il cammino al vedere le mie illusioni infrante valgono molto più di questo.

Che importa se compio venti, quaranta o sessant'anni!
Quel che importa è l’età che sento.




Ho gli anni che mi servono per vivere libero e senza paure.
Per continuare senza timore il mio cammino, perché porto con me l’esperienza acquisita e la forza dei miei sogni.

Quanti anni ho, io? A chi importa!
Ho gli anni che servono per abbandonare la paura e fare ciò che voglio e sento. 




José Saramago

15 dicembre 2015

Gli uomini migliorano con gli anni


Sono logoro di sogni;
Un tritone di marmo, roso dalle intemperie
Tra i flutti;
E tutto il giorno guardo
La bellezza di questa signora
Come avessi trovato in un libro
Una bellezza dipinta,
Lieto d'aver riempito gli occhi
O l'orecchio sapiente,
Felice d'essere saggio e non altro,
Perché gli uomini migliorano con gli anni;


Eppure, eppure,
E' un mio sogno questo, o è la verità?
Oh, ci fossimo incontrati
Quando avevo la mia ardente giovinezza!
Ma io invecchio tra i sogni,
Un tritone di marmo, roso dalle intemperie
Tra i flutti.




WILLIAM BUTLER YEATS

24 settembre 2015

il dolore è passato


Il dolore è passato. La vita lo ha trasformato in qualcos'altro; dopo averlo provato, dopo aver singhiozzato, lo si nasconde agli occhi del mondo come una mummia da custodire nel padiglione funerario dei ricordi.
Passa anche il dolore provocato dall’amore, non credere.
Rimane il lutto, una specie di cerimonia ufficiale della memoria.
Il dolore era altro: era urlo animalesco, anche quando stava in silenzio. E’ così che urlano le bestie selvatiche quando non comprendono qualcosa nel mondo – la luce delle stelle o gli odori estranei – e cominciano ad avere paura e ululare.
Il lutto è già un dare senso, una ragione e una pratica. Ma il dolore un giorno si trasforma, la vanità e il risentimento insiti nella mancanza si prosciugano al fuoco purgatoriale della sofferenza, e rimane il ricordo, che può essere maneggiato, addomesticato, riposto da qualche parte. E’ quel che accade ad ogni idea e passione umane.




"Il gabbiano", Adelphi 2011 - Sandor Marai

18 marzo 2015

Perché hai tardato tanto?


I giorni sono sempre più brevi e piogge cominceranno.

La mia porta, spalancata, ti ha atteso. Perché hai tardato tanto?

Sul mio tavolo, dei peperoni verdi, del sale, del pane.
Il vino che avevo conservato nella brocca l'ho bevuto a metà, da solo, aspettando.

Perché hai tardato tanto? Ma ecco sui rami, maturi, profondi dei frutti carichi di miele.

Stavano per cadere senza essere colti se tu avessi tardato ancora un poco.

 Nazim Hikmet-Ran





31 gennaio 2015

Se pure osi


Vento d’autunno e di passione. 
E polvere,
polvere che striscia sulla terra
di queste vie più candide che ossa.
Tempo, questo, che il cuore oppresso s’agita,
revoca in dubbio quel che fu reale,
non fiaba, non apparizione vana.
Tue notizie che possono recarmi?

Ti conosco abbastanza per saperti
inquieta, sono certo che osi appena,
se pure osi, chiederti che penso.
Penso a te, alla tua passione schiusa,
alla luce di gemma ch’è dell’Umbria
di prima estate tra Foligno e Terni,
mi chiedo, scusa la follia, se mai
una gioia sarà gioia per sempre
o comunque sia colma la misura
delle cose che devo amare e perdere.




Mario Luzi, da Il giusto della vita

9 gennaio 2015

L'amore riprende a ronzare


Trattenendo
me stesso,
come a un convegno,
sino all’ultimo battito del petto,
tendo l’orecchio:
l’amore riprende a ronzare,
umano,
semplice.

Fuoco,
uragano
ed acqua
s’avanzano con un sordo brontolìo.

Chi saprebbe dominarsi?
Potete?
Provateci.

Vladimir Majakovskij




19 novembre 2014

Ode al giorno felice


Questa volta lasciate che sia felice, 
non è successo nulla a nessuno, 
non sono da nessuna parte, 
succede solo che sono felice 
fino all'ultimo profondo angolino del cuore.


Camminando, dormendo o scrivendo, 
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie, 
sento la pelle come un albero raggrinzito, 
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima, 
il mare come un anello intorno alla mia vita, 
fatta di pane e pietra la terra 
l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia,

sei sabbia, tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima 
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca, 
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia 
essere felice, 
essere felice perché sì, 
perché respiro e perché respiri, 
essere felice perché tocco il tuo ginocchio 
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo 
e la sua freschezza.

Oggi lasciate che sia felice, io e basta, 

con o senza tutti, essere felice con l’erba 
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra, 
essere felice con te, con la tua bocca, 
essere felice.






Pablo Neruda, Ode al giorno felice

(Nella foto la Riserva Naturale Orientata di Torre Salsa - Siculiana - AG)

18 febbraio 2013

Amore e desiderio

"Io ti ho amato, Andrè, e non saprei immaginare come si possa amare di più. Avevo una vita che mi rendeva felice, e ho lasciato che andasse in pezzi per stare con te. Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità".

(Alessandro Baricco, Oceano Mare. Rizzoli, 1993).

24 ottobre 2012

Amori




"Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue".


Montale E., Xenia II, 1966.

22 ottobre 2012

Passioni



"Nessuno ti preleva da Milano. 
Tu chiami un taxi ricordando forse che Quasimodo lì ti conduceva, su di un taxi, dove si sedeva ragionando d'amore senza fine.
Quasimodo spendeva le parole e io spendo la vita per amarti, ma tu non vieni, intuendo che qualcuno potrebbe sbarrarti la strada qui davanti.
Incolpo tutti della tua presenza, li incolpo del tuo starmi lontano.
E a tratti mi ritrovo sul cuscino, disperatamente".

Merini A., La pazza della porta accanto. Bompiani. Milano. 1995.