Tipi di rapporto: la danza di coppia
Lei: e allora.
Lui: allora cosa?
Lei: lo sai.
Lui: so che cosa?
Lei: lo sai benissimo.
Lui: no, non lo so benissimo.
Lei: suvvia.
Lui: suvvia tu.
Lei: piantala di fare il furbo.
Lui: piantala tu.
Lei: smettila.
Lui: sei tu che hai cominciato.
Lei: ma sei tu che continui.
Lui: continuo cosa?
Lei: ti stai attaccando.
Lui: a cosa?
Lei: lo sai benissimo.
Lui: non ho intenzione di andare avanti.
Lei: tu sei sempre rimasto indietro.
Lui: guarda chi parla.
Lei: sto guardando.
R. D. Laing, Mi ami?, Einaudi, Torino, 1976
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21 febbraio 2015
21 novembre 2014
Con cosa posso trattenerti?
Con cosa posso trattenerti?
Ti offro strade difficili,
tramonti disperati
la luna di squallide periferie.
Ti offro le amarezze di un uomo
che ha guardato a lungo la triste luna.
Ti offro i miei antenati,
i miei morti,
i fantasmi a cui i viventi hanno reso onore col marmo:
il padre di mio padre ucciso sulla frontiera
di Buenos Aires
due pallottole attraverso i suoi polmoni,
barbuto e morto,
avvolto dai soldati nella pelle di una mucca
il nonno di mia madre – appena ventiquattrenne -
a capo di trecento uomini in Perù,
ora fantasmi su cavalli svaniti.
Ti offro qualsiasi intuizione sia nei miei libri,
qualsiasi virilità o vita umana.
Ti offro la lealtà di un uomo
che non è mai stato leale.
Ti offro quel nocciolo di me stesso
che ho conservato, in qualche
modo – il centro del cuore che
non tratta con le parole, né coi
sogni e non è toccato dal tempo,
dalla gioia, dalle avversità.
Ti offro il ricordo di una
rosa gialla al tramonto,
anni prima che tu nascessi.
Ti offro spiegazioni di te stessa,
teorie su di te, autentiche e
sorprendenti notizie di te.
Ti posso dare la mia tristezza,
la mia oscurità, la fame del mio cuore
cerco di corromperti con l’incertezza,
il pericolo, la sconfitta.
Jorge Luis Borges, Con cosa posso trattenerti?
19 novembre 2014
Ode al giorno felice
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all'ultimo profondo angolino del cuore.
Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.
Tu al mio fianco sulla sabbia,
sei sabbia, tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.
Pablo Neruda, Ode al giorno felice
(Nella foto la Riserva Naturale Orientata di Torre Salsa - Siculiana - AG)
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all'ultimo profondo angolino del cuore.
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.
Tu al mio fianco sulla sabbia,
sei sabbia, tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.
Pablo Neruda, Ode al giorno felice
(Nella foto la Riserva Naturale Orientata di Torre Salsa - Siculiana - AG)
1 ottobre 2014
Matrimonio in vista?
In relazione al conflitto matrimoniale, emerge in entrambi i partner un disturbo di fondo che è analogo e viene esternato in ruoli diversi. I partners con disturbi analoghi s'incoraggiano a vicenda nel loro comportamento patologico e attuano un'intesa inconscia, cioè una collusione. Ognuno dei due spera che l'altro lo liberi dal conflitto di fondo.
(Willi Jurg)
Approfondimenti:
Willi J., (1975), La collusione di coppia. Franco Angeli, Milano, 1987.
3 luglio 2014
Tradimento e perdono
"L'incontro d'amore non avalla la nostra identità ma la turba, la obbliga a contaminarsi, a cedere su se stessa. Implica un indebolimento dell'Io, una perdita del controllo, uno smarrimento, il rischio dell'esposizione assoluta all'incognita del desiderio dell'Altro."
Recalcati M., Non è più come prima. Elogio del perdono nella vita amorosa. Raffaello Cortina. Milano. 2014.
Un piccolo e bel libro sull'importanza del perdono nelle coppie, specie se di lungo tragitto ....
Un excursus (clinico e non) in cui il tradimento e l'abbandono non sono sempre percorsi senza ritorno.
Se anche i grandi amori, gli amori di tutta una vita, possono finire, riaprirsi all'Altro è possibile.
Massimo Recalcati lancia la sfida (in un testo non solo per addetti ai lavori) alle differenti declinazioni del lutto e della separazione, del perdono e della gratitudine.
Al privilegio della ripetizione nella coppia amorosa.
Argomento di cogente attualità: sfida utile, necessaria e a volte inevitabile contro la troppo frequente degradazione della vita amorosa e il mal d'amore del nostro panorama relazionale contemporaneo.
Consigliato a chi non teme la profondità.
E ancor di più a chi la teme: vale sempre la pena di andare a guardare un po' più in là del nostro naso :-)
Recalcati M., Non è più come prima. Elogio del perdono nella vita amorosa. Raffaello Cortina. Milano. 2014.
Un piccolo e bel libro sull'importanza del perdono nelle coppie, specie se di lungo tragitto ....
Un excursus (clinico e non) in cui il tradimento e l'abbandono non sono sempre percorsi senza ritorno.
Se anche i grandi amori, gli amori di tutta una vita, possono finire, riaprirsi all'Altro è possibile.
Massimo Recalcati lancia la sfida (in un testo non solo per addetti ai lavori) alle differenti declinazioni del lutto e della separazione, del perdono e della gratitudine.
Al privilegio della ripetizione nella coppia amorosa.
Argomento di cogente attualità: sfida utile, necessaria e a volte inevitabile contro la troppo frequente degradazione della vita amorosa e il mal d'amore del nostro panorama relazionale contemporaneo.
Consigliato a chi non teme la profondità.
E ancor di più a chi la teme: vale sempre la pena di andare a guardare un po' più in là del nostro naso :-)
24 giugno 2014
Da quanto tempo non funziona più tra noi?
"Noi possiamo solo cambiare noi stessi, modificare le lenti interpretative e le nostre reazioni. Se piano piano ci riusciamo, ai circoli viziosi potrebbero subentrare circoli virtuosi. È il nostro modo di pensare, di reagire, di sentire, che determina l’interpretazione degli eventi e le conseguenti emozioni. Altrimenti un evento continuerà a ripetersi nel tempo. Quello che non è stato superato tenderà a ripetersi".
(Umberta Telfener)
Rigidi copioni relazionali, immodificabili come autostrade monodirezionali.
Così appaiono certe relazioni, matrimoni, convivenze, rapporti a senso unico di marcia.
Monolitici e stagnanti, timorosi di perdere la quiete di un rapporto rassicurante: comodo, caldo e attraente come una tisana relax.
Salvo poi stupirsi che il sesso funziona poco, male o non ve n'è traccia.
Oppure non lamentarne neanche più la mancanza. Dove la scena del va tutto bene e vissero felici e contenti, è la cosa più importante da mostrare al mondo.
Non voglio in questo momento nemmeno sfiorare il senso (?) dei drammi estremi di cui la cronaca dei delitti è tragicamente permeata. Al limite massimo nel quale per alcuni è una scelta migliore (possibile? purtroppo sì) sterminare la propria famiglia, moglie e figli piccolissimi, piuttosto che divorziare.
Se il mito dell'amore romantico non regge, se il divorzio è vissuto come un tutto o nulla, dentro o fuori, on/off, se il narcisismo più ostinato e impermeabile è l'unica guida maestra, che futuro dare alle relazioni tentennanti, barcollanti, (o addirittura) nascenti?
Se lo specchio delle idealizzazioni si scalfisce o perfino infrange, come è possibile trovare migliori soluzioni possibili?
Rispettando se stessi, l'altro, la relazione e uscendone tutti vivi (che non è purtroppo solo una metafora). Rinunciando all'onnipotenza e al controllo manipolatorio.
Sporcandoci le mani nella stessa acqua del nostro Io, bambino/immaturo e sempre bisognoso di conferme.
Guardando oltre lo specchio: lasciandoci rimorsi e rimpianti alle spalle.
Ogni relazione è nuova e differente dalle precedenti.
E oggi non è uguale né a ieri né a domani, nemmeno dopo tanti anni di matrimonio, felice o infelice o così così.
Questa è la sfida, la scommessa, la bellezza. Fortunatamente.
Approfondimenti:
Perel E., L'intelligenza erotica. Riconciliare erotismo e quotidianità. Ponte alle Grazie. Firenze. 2007.
Telfener U., Le forme dell'addio. Effetti collaterali dell'amore. Castelvecchi. Roma. 2007.
(Umberta Telfener)
Rigidi copioni relazionali, immodificabili come autostrade monodirezionali.
Così appaiono certe relazioni, matrimoni, convivenze, rapporti a senso unico di marcia.
Monolitici e stagnanti, timorosi di perdere la quiete di un rapporto rassicurante: comodo, caldo e attraente come una tisana relax.
Salvo poi stupirsi che il sesso funziona poco, male o non ve n'è traccia.
Oppure non lamentarne neanche più la mancanza. Dove la scena del va tutto bene e vissero felici e contenti, è la cosa più importante da mostrare al mondo.
Non voglio in questo momento nemmeno sfiorare il senso (?) dei drammi estremi di cui la cronaca dei delitti è tragicamente permeata. Al limite massimo nel quale per alcuni è una scelta migliore (possibile? purtroppo sì) sterminare la propria famiglia, moglie e figli piccolissimi, piuttosto che divorziare.
Se il mito dell'amore romantico non regge, se il divorzio è vissuto come un tutto o nulla, dentro o fuori, on/off, se il narcisismo più ostinato e impermeabile è l'unica guida maestra, che futuro dare alle relazioni tentennanti, barcollanti, (o addirittura) nascenti?
Se lo specchio delle idealizzazioni si scalfisce o perfino infrange, come è possibile trovare migliori soluzioni possibili?
Rispettando se stessi, l'altro, la relazione e uscendone tutti vivi (che non è purtroppo solo una metafora). Rinunciando all'onnipotenza e al controllo manipolatorio.
Sporcandoci le mani nella stessa acqua del nostro Io, bambino/immaturo e sempre bisognoso di conferme.
Guardando oltre lo specchio: lasciandoci rimorsi e rimpianti alle spalle.
Ogni relazione è nuova e differente dalle precedenti.
E oggi non è uguale né a ieri né a domani, nemmeno dopo tanti anni di matrimonio, felice o infelice o così così.
Questa è la sfida, la scommessa, la bellezza. Fortunatamente.
Approfondimenti:
Perel E., L'intelligenza erotica. Riconciliare erotismo e quotidianità. Ponte alle Grazie. Firenze. 2007.
Telfener U., Le forme dell'addio. Effetti collaterali dell'amore. Castelvecchi. Roma. 2007.
22 maggio 2014
MI AMI?
Forse in alcuni momenti più difficili, perfino pretese.
A seguire riporto un simpatico dialogo di una coppia, scritto dal grande psichiatra e psicoanalista scozzese R. D. Laing, molto noto per le sue posizioni anti-psichiatriche.
Dialogo che nel suo evidente loop ricorsivo, lascia però sempre aperto l'eterno dilemma di chi ama: "Mi ama? Ama solo me? Mi ama davvero?"
Se sia possibile rispondere non so e forse non credo...
Penso e auspico che molti dubbi dobbiamo cercare di fugarli da soli, guardando dentro noi stessi, senza chiedere eccessive (ossessive?) conferme all'altro.
Cercando di capire se è il partner che è sfuggente e perché.
Oppure se siamo noi che stiamo chiedendo troppo e perché...
E se non ci riusciamo da soli?
Se i sospetti e le gelosie diventano solo un tormento che infliggiamo e che ci auto infliggiamo?
Molto meglio chiedere ascolto a uno psicoterapeuta della coppia, cercando così di tutelare il partner e la relazione, prima che sia davvero troppo tardi...
Ed ecco il dialogo della coppia:
"Mi ami?"
LEI mi ami?
LUI sì ti amo
LEI più di tutto?
LUI sì più di tutto
LEI più di tutto al mondo?
LUI sì più di tutto al mondo
LEI ti piaccio?
LUI sì mi piaci
LEI ti piace stare vicino a me?
LUI sì mi piace stare vicino a te
LEI ti piace guardarmi?
LUI sì mi piace guardarti
LEI pensi che io sia stupida?
LUI no non penso che tu sia stupida
LEI pensi che io sia carina?
LUI sì penso che tu sia carina
LEI ti annoio?
LUI no non mi annoi
LEI ti piacciono le mie sopracciglia?
LUI sì mi piacciono le tue sopracciglia
LEI molto?
LUI molto
LEI quale ti piace di più?
LUI se dico quale l'altra sarà gelosa
LEI lo devi dire
LUI sono tutt'e due squisite
LEI davvero?
LUI davvero
LEI ho delle belle ciglia?
LUI sì delle ciglia bellissime
LEI ti piace annusarmi?
LUI sì mi piace annusarti
LEI ti piace il mio profumo?
LUI sì mi piace il tuo profumo
LEI pensi che io abbia buon gusto?
LUI sì penso che tu abbia buon gusto
LEI pensi che abbia del talento?
LUI sì penso che tu abbia del talento
LEI non pensi che io sia pigra?
LUI no non penso che tu sia pigra
LEI ti piace toccarmi?
LUI sì mi piace toccarti
LEI pensi che io sia buffa?
LUI solo in un modo simpatico
LEI stai ridendo di me?
LUI no non sto ridendo di te
LEI mi ami davvero?
LUI sì ti amo davvero
LEI dì "TI AMO"
LUI ti amo
LEI hai voglia di abbracciarmi?
LUI sì ho voglia di abbracciarti, e stringerti, e coccolarti, e amoreggiare con te
LEI va tutto bene?
LUI va tutto bene
LEI giuri che non mi lascerai mai?
LUI giuro che non ti lascerò mai, mi faccio una croce sul cuore e che possa morire se non dico la verità
(pausa)
LEI mi ami davvero?
(Ronald D. Laing, Mi ami? Einaudi. Milano. 1978)
11 aprile 2014
Amore, tradimento e durata delle relazioni
"L'amore è un castigo. Ci punisce per non aver saputo stare soli".
M. YOURCENAR.
"Finché dura, l'amore è in bilico sull'orlo della sconfitta".
Z. BAUMAN.
Penso sia lecito chiedersi se, come tutte le cose umane, l'amore ha un suo inizio e un suo termine.
Nel bel mezzo - speriamo che accada (se accade) qualcosa di molto interessante...
So che per molti, me per prima, questa non è una cosa facile da accettare e condividere.
Chiunque di noi abbia detto "consapevolmente" ti amo, ha sperato almeno un attimo che fosse per sempre. Come negarlo?
Ma se non è andata (per molti o per tutti) così?!
Basterebbe guardare il mondo di oggi, che lo rispecchia (a volte irrispettosamente) come cartina al tornasole.
Vorrei qui rimandarci all'eterna sfida: può l'amore romantico durare?
A che costo? Fino a che punto?
E' possibile guardare nella stessa direzione? Giocare lo stesso gioco?
E non restare massacrati (vittime o carnefici è 'quasi' la stessa cosa) dall'incastro della trama relazionale?
Sconfinata è la letteratura, le poesie, i romanzi, i racconti, i film, le canzoni e via andare.
Tutti abbiamo i nostri precisi riferimenti amorologhi... perfino cari amici che hanno ascoltato i nostri "drammatici" e minuziosi (ossessivi, ammettiamolo) racconti.
Ma che a nulla sono serviti quando l'amore ci si è spento miseramente sotto gli occhi.
Superati lutti, affanni, patimenti, rimorsi, rancori, rimpianti e i raffinati quanto vani forse resta ancora qualcosa da fare-da dire-da rifare... si ricomincia, come è normale e auspicabile che sia.
Nuovi vie, nuovi amori, nuove possibilità e il sacrosanto diritto di essere felici possono ancora esistere.
Talvolta troppo presi dal narcisismo estetico di Selfie, WhatsApp o pollicini su Fb, deleghiamo al caso l'impegno sulla relazione. Relazione che non può rimanere confinata nel pur auspicabile romanticismo a modalità casual-spontanea. Una cosa è l'innamoramento, altra cosa è l'amore.
Non possiamo vivere sempre sull'otto-volante dei primi (meravigliosi quanto si vuole) mesi degli inizi.
E a un certo punto si rende necessario atterrare (si spera senza schiantarsi) nella routine degli affanni quotidiani.
Saper dire basta, chiudere, uscire da relazioni mortificanti e mortifere è una necessità, talvolta (in casi purtroppo estremi) anche un modo di salvarsi la pelle e la vita.
Restare insieme, non tradirsi, non trovare comode e plateali vie di fuga è un valore aggiunto della persona, della coppia e direi anche della personalità. Difficile. Difficile, ma possibile.
Ogni partner ha una parte di responsabilità di quello che avviene in un rapporto. SEMPRE.
Impegno, partecipazione, rispetto dell'Altro per quello che è e non per quello che il nostro immaginario (infantile, egoistico, narciso) si attende di trovare a disposizione.
Chiarezza, responsabilità. Sì. Curiosi e attenti, concentrati, disponibili a veder cambiare la relazione insieme a chi con noi ne condivide il senso, le fatiche, le gioie, la progettualità. Possibile se i conti con le famiglie d'origine si sono pareggiati abbastanza: se il nostro senso di autonomia e sopravvivenza non sono rimasti incagliati a vita nelle trappole dei copioni edipici. Chiusi dietro vetusti sipari, mai risolti.
Liberi finalmente di non recitare, liberi di esistere, qui e ora!
Approfondimenti:
BAUMAN Z., (2003), Amore liquido. Sulla fragilità dei legami affettivi, tr. it. Laterza, Bari, 2004.
CLEMENT U., Terapia sessuale sistemica.
Raffaello Cortina Editore, Milano, 2010.
YOURCENAR M., "Romanzi e racconti". In Opere, vol. I, Bompiani, Milano, 2005.
TELFENER U., Gli amori briciola - Quando le relazioni sono asciutte.
Ed. Ma.Gi., Roma, 2013.
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Yourcenar M.
27 marzo 2014
Amore e altri accidenti
"Tenere gentilmente le relazioni" significa rinunciare ad avere aspettative troppo definite, non volere che le cose vadano come abbiamo stabilito, non farci film in testa, accettare quello che accade, vederne il positivo anche se è diverso da come desideravamo.
Significa non perdere la fiducia nell'altro, scovare le sue buone intenzioni e la sua buona fede.
Difficile!
Possibile a patto di lavorare molto focalizzati su se stessi, sulla stima di noi stessi.
Possibile a patto di saper riconoscere se l’altro rischia di farci male oppure se è in buona fede.
Se sta mettendo in atto un copione solito e auto-distruttivo oppure sta in connessione autentica con noi.
DIFFICILE, ma vale la pena provare!
(Umberta Telfener)
1 ottobre 2012
Costruzioni di significato/3
Nodi
"Stanno giocando a un gioco. Stanno giocando a non
giocare a un gioco. Se mostro loro che li vedo giocare,
infrangerò le regole e mi puniranno.
Devo giocare al loro gioco, di non vedere che vedo il gioco".
(Ronald D. Laing, 1974)
Cantares
Viandante sono le tue impronte
la via e nulla più:
Viandante non c'è un cammino
si fa il cammino camminando.
Camminando si fa il cammino
e voltando indietro lo sguardo
si vede il sentiero che mai
si tornerà a calcare.
Viandante non c'è una via
ma solo una scia sul mare ...
(Antonio Machado, 1912)
"Stanno giocando a un gioco. Stanno giocando a non
giocare a un gioco. Se mostro loro che li vedo giocare,
infrangerò le regole e mi puniranno.
Devo giocare al loro gioco, di non vedere che vedo il gioco".
(Ronald D. Laing, 1974)
Cantares
Viandante sono le tue impronte
la via e nulla più:
Viandante non c'è un cammino
si fa il cammino camminando.
Camminando si fa il cammino
e voltando indietro lo sguardo
si vede il sentiero che mai
si tornerà a calcare.
Viandante non c'è una via
ma solo una scia sul mare ...
(Antonio Machado, 1912)
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