Visualizzazione post con etichetta matrimonio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta matrimonio. Mostra tutti i post
1 ottobre 2014
Matrimonio in vista?
In relazione al conflitto matrimoniale, emerge in entrambi i partner un disturbo di fondo che è analogo e viene esternato in ruoli diversi. I partners con disturbi analoghi s'incoraggiano a vicenda nel loro comportamento patologico e attuano un'intesa inconscia, cioè una collusione. Ognuno dei due spera che l'altro lo liberi dal conflitto di fondo.
(Willi Jurg)
Approfondimenti:
Willi J., (1975), La collusione di coppia. Franco Angeli, Milano, 1987.
3 luglio 2014
Tradimento e perdono
"L'incontro d'amore non avalla la nostra identità ma la turba, la obbliga a contaminarsi, a cedere su se stessa. Implica un indebolimento dell'Io, una perdita del controllo, uno smarrimento, il rischio dell'esposizione assoluta all'incognita del desiderio dell'Altro."
Recalcati M., Non è più come prima. Elogio del perdono nella vita amorosa. Raffaello Cortina. Milano. 2014.
Un piccolo e bel libro sull'importanza del perdono nelle coppie, specie se di lungo tragitto ....
Un excursus (clinico e non) in cui il tradimento e l'abbandono non sono sempre percorsi senza ritorno.
Se anche i grandi amori, gli amori di tutta una vita, possono finire, riaprirsi all'Altro è possibile.
Massimo Recalcati lancia la sfida (in un testo non solo per addetti ai lavori) alle differenti declinazioni del lutto e della separazione, del perdono e della gratitudine.
Al privilegio della ripetizione nella coppia amorosa.
Argomento di cogente attualità: sfida utile, necessaria e a volte inevitabile contro la troppo frequente degradazione della vita amorosa e il mal d'amore del nostro panorama relazionale contemporaneo.
Consigliato a chi non teme la profondità.
E ancor di più a chi la teme: vale sempre la pena di andare a guardare un po' più in là del nostro naso :-)
Recalcati M., Non è più come prima. Elogio del perdono nella vita amorosa. Raffaello Cortina. Milano. 2014.
Un piccolo e bel libro sull'importanza del perdono nelle coppie, specie se di lungo tragitto ....
Un excursus (clinico e non) in cui il tradimento e l'abbandono non sono sempre percorsi senza ritorno.
Se anche i grandi amori, gli amori di tutta una vita, possono finire, riaprirsi all'Altro è possibile.
Massimo Recalcati lancia la sfida (in un testo non solo per addetti ai lavori) alle differenti declinazioni del lutto e della separazione, del perdono e della gratitudine.
Al privilegio della ripetizione nella coppia amorosa.
Argomento di cogente attualità: sfida utile, necessaria e a volte inevitabile contro la troppo frequente degradazione della vita amorosa e il mal d'amore del nostro panorama relazionale contemporaneo.
Consigliato a chi non teme la profondità.
E ancor di più a chi la teme: vale sempre la pena di andare a guardare un po' più in là del nostro naso :-)
24 giugno 2014
Da quanto tempo non funziona più tra noi?
"Noi possiamo solo cambiare noi stessi, modificare le lenti interpretative e le nostre reazioni. Se piano piano ci riusciamo, ai circoli viziosi potrebbero subentrare circoli virtuosi. È il nostro modo di pensare, di reagire, di sentire, che determina l’interpretazione degli eventi e le conseguenti emozioni. Altrimenti un evento continuerà a ripetersi nel tempo. Quello che non è stato superato tenderà a ripetersi".
(Umberta Telfener)
Rigidi copioni relazionali, immodificabili come autostrade monodirezionali.
Così appaiono certe relazioni, matrimoni, convivenze, rapporti a senso unico di marcia.
Monolitici e stagnanti, timorosi di perdere la quiete di un rapporto rassicurante: comodo, caldo e attraente come una tisana relax.
Salvo poi stupirsi che il sesso funziona poco, male o non ve n'è traccia.
Oppure non lamentarne neanche più la mancanza. Dove la scena del va tutto bene e vissero felici e contenti, è la cosa più importante da mostrare al mondo.
Non voglio in questo momento nemmeno sfiorare il senso (?) dei drammi estremi di cui la cronaca dei delitti è tragicamente permeata. Al limite massimo nel quale per alcuni è una scelta migliore (possibile? purtroppo sì) sterminare la propria famiglia, moglie e figli piccolissimi, piuttosto che divorziare.
Se il mito dell'amore romantico non regge, se il divorzio è vissuto come un tutto o nulla, dentro o fuori, on/off, se il narcisismo più ostinato e impermeabile è l'unica guida maestra, che futuro dare alle relazioni tentennanti, barcollanti, (o addirittura) nascenti?
Se lo specchio delle idealizzazioni si scalfisce o perfino infrange, come è possibile trovare migliori soluzioni possibili?
Rispettando se stessi, l'altro, la relazione e uscendone tutti vivi (che non è purtroppo solo una metafora). Rinunciando all'onnipotenza e al controllo manipolatorio.
Sporcandoci le mani nella stessa acqua del nostro Io, bambino/immaturo e sempre bisognoso di conferme.
Guardando oltre lo specchio: lasciandoci rimorsi e rimpianti alle spalle.
Ogni relazione è nuova e differente dalle precedenti.
E oggi non è uguale né a ieri né a domani, nemmeno dopo tanti anni di matrimonio, felice o infelice o così così.
Questa è la sfida, la scommessa, la bellezza. Fortunatamente.
Approfondimenti:
Perel E., L'intelligenza erotica. Riconciliare erotismo e quotidianità. Ponte alle Grazie. Firenze. 2007.
Telfener U., Le forme dell'addio. Effetti collaterali dell'amore. Castelvecchi. Roma. 2007.
(Umberta Telfener)
Rigidi copioni relazionali, immodificabili come autostrade monodirezionali.
Così appaiono certe relazioni, matrimoni, convivenze, rapporti a senso unico di marcia.
Monolitici e stagnanti, timorosi di perdere la quiete di un rapporto rassicurante: comodo, caldo e attraente come una tisana relax.
Salvo poi stupirsi che il sesso funziona poco, male o non ve n'è traccia.
Oppure non lamentarne neanche più la mancanza. Dove la scena del va tutto bene e vissero felici e contenti, è la cosa più importante da mostrare al mondo.
Non voglio in questo momento nemmeno sfiorare il senso (?) dei drammi estremi di cui la cronaca dei delitti è tragicamente permeata. Al limite massimo nel quale per alcuni è una scelta migliore (possibile? purtroppo sì) sterminare la propria famiglia, moglie e figli piccolissimi, piuttosto che divorziare.
Se il mito dell'amore romantico non regge, se il divorzio è vissuto come un tutto o nulla, dentro o fuori, on/off, se il narcisismo più ostinato e impermeabile è l'unica guida maestra, che futuro dare alle relazioni tentennanti, barcollanti, (o addirittura) nascenti?
Se lo specchio delle idealizzazioni si scalfisce o perfino infrange, come è possibile trovare migliori soluzioni possibili?
Rispettando se stessi, l'altro, la relazione e uscendone tutti vivi (che non è purtroppo solo una metafora). Rinunciando all'onnipotenza e al controllo manipolatorio.
Sporcandoci le mani nella stessa acqua del nostro Io, bambino/immaturo e sempre bisognoso di conferme.
Guardando oltre lo specchio: lasciandoci rimorsi e rimpianti alle spalle.
Ogni relazione è nuova e differente dalle precedenti.
E oggi non è uguale né a ieri né a domani, nemmeno dopo tanti anni di matrimonio, felice o infelice o così così.
Questa è la sfida, la scommessa, la bellezza. Fortunatamente.
Approfondimenti:
Perel E., L'intelligenza erotica. Riconciliare erotismo e quotidianità. Ponte alle Grazie. Firenze. 2007.
Telfener U., Le forme dell'addio. Effetti collaterali dell'amore. Castelvecchi. Roma. 2007.
Iscriviti a:
Post (Atom)






