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8 aprile 2013
Attaccamento
"L'esperienza di affetto è il germoglio da cui finalmente la mentalizzazione può svilupparsi".
La capacità di mentalizzazione riguarda la capacità di vedere se stessi e le altre persone in termini di stati mentali (sentimenti, convinzioni, intenzioni e desideri) e di pensare ai propri e altrui comportamenti in termini di stati mentali, attraverso un processo che viene normalmente definito riflessione.
La capacità riflessiva (o mentalizzazione) è la concezione che l'individuo ha dei sentimenti, delle attitudini, delle speranze, delle intenzioni e delle modalità di comprensione dell'altro.
La mentalizzazione avviene attraverso l'esperienza che il bambino fa di quanto i propri stati mentali siano stati capiti e pensati grazie a intenzioni cariche di affetto con il genitore.
Uno sguardo tranquillo, un sorriso, un tono di voce adeguato comunicano che 'sappiamo' quanto sta accadendo e che soprattutto ne teniamo sotto controllo gli effetti.
In questo modo le esperienze angosciose del bambino possono diventare tollerabili e l'esperienza (relazionale, emotiva e sensoriale) viene dotata di senso.
Il genitore (o il caregiver) che non riesce a pensare all'esperienza mentale del bambino, priva quest'ultimo della base per lo sviluppo di un coerente e integrato senso del Sé.
La mentalizzazione è un'attività: è vedere se stessi dal di fuori e gli altri dal di dentro.
E' avere la mente dell'altro nella mia mente.
Approfondimenti:
Fonagy P., Targhet M., Attaccamento e funzione riflessiva, Raffaello Cortina. Milano, 2001.
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