28 marzo 2015

I RICORDI MI VEDONO

I RICORDI MI VEDONO




Un mattino di giugno, troppo presto
per svegliarsi, troppo tardi
per riprendere sonno.

Devo uscire nel verde gremito
di ricordi, e mi seguono con lo sguardo.

Non si vedono, si fondono totalmente
con lo sfondo, camaleonti perfetti.

Così vicini che li sento respirare
benché il canto degli uccelli
sia assordante.



Tomas Gosta Transtromer (da Poesia dal Silenzio, 1966)

(Stoccolma, 15 aprile 1931 - 26 marzo 2015, scrittore, poeta, premio Nobel 2011)


18 marzo 2015

Perché hai tardato tanto?


I giorni sono sempre più brevi e piogge cominceranno.

La mia porta, spalancata, ti ha atteso. Perché hai tardato tanto?

Sul mio tavolo, dei peperoni verdi, del sale, del pane.
Il vino che avevo conservato nella brocca l'ho bevuto a metà, da solo, aspettando.

Perché hai tardato tanto? Ma ecco sui rami, maturi, profondi dei frutti carichi di miele.

Stavano per cadere senza essere colti se tu avessi tardato ancora un poco.

 Nazim Hikmet-Ran





21 febbraio 2015

Tipi di rapporto: la danza di coppia

Tipi di rapporto: la danza di coppia


Lei: e allora.
Lui: allora cosa?
Lei: lo sai.
Lui: so che cosa?
Lei: lo sai benissimo.
Lui: no, non lo so benissimo.
Lei: suvvia.
Lui: suvvia tu.
Lei: piantala di fare il furbo.
Lui: piantala tu.
Lei: smettila.
Lui: sei tu che hai cominciato.
Lei: ma sei tu che continui.
Lui: continuo cosa?
Lei: ti stai attaccando.
Lui: a cosa?
Lei: lo sai benissimo.
Lui: non ho intenzione di andare avanti.
Lei: tu sei sempre rimasto indietro.
Lui: guarda chi parla.
Lei: sto guardando.



R. D. Laing, Mi ami?, Einaudi, Torino, 1976

31 gennaio 2015

Se pure osi


Vento d’autunno e di passione. 
E polvere,
polvere che striscia sulla terra
di queste vie più candide che ossa.
Tempo, questo, che il cuore oppresso s’agita,
revoca in dubbio quel che fu reale,
non fiaba, non apparizione vana.
Tue notizie che possono recarmi?

Ti conosco abbastanza per saperti
inquieta, sono certo che osi appena,
se pure osi, chiederti che penso.
Penso a te, alla tua passione schiusa,
alla luce di gemma ch’è dell’Umbria
di prima estate tra Foligno e Terni,
mi chiedo, scusa la follia, se mai
una gioia sarà gioia per sempre
o comunque sia colma la misura
delle cose che devo amare e perdere.




Mario Luzi, da Il giusto della vita

14 gennaio 2015

Segretamente, tra l'ombra e l'anima

Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.




T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.




Pablo Neruda

9 gennaio 2015

L'amore riprende a ronzare


Trattenendo
me stesso,
come a un convegno,
sino all’ultimo battito del petto,
tendo l’orecchio:
l’amore riprende a ronzare,
umano,
semplice.

Fuoco,
uragano
ed acqua
s’avanzano con un sordo brontolìo.

Chi saprebbe dominarsi?
Potete?
Provateci.

Vladimir Majakovskij




19 dicembre 2014

Un abete speciale

Un abete speciale




Quest'anno mi voglio fare
un albero di Natale
di tipo speciale,
ma bello veramente.

Non lo farò in tinello,
lo farò nella mente,
con centomila rami
e un miliardo di lampadine,
e tutti i doni
che non stanno nelle vetrine.



Un raggio di sole
per il passero che trema,
un ciuffo di viole
per il prato gelato,
un aumento di pensione
per il vecchio pensionato.

E poi giochi,
giocattoli, balocchi
quanti ne puoi contare
a spalancare gli occhi:
un milione, cento milioni
di bellissimi doni
per quei bambini
che non ebbero mai
un regalo di Natale,
e per loro ogni giorno
all’altro è uguale,
e non è mai festa.

Perché se un bimbo
resta senza niente,
anche uno solo, piccolo,
che piangere non si sente,
Natale è tutto sbagliato.



Gianni Rodari

3 dicembre 2014

Può l'amore essere totalità immortale?



La porta è socchiusa
dolce respiro dei tigli…
Sul tavolo, dimenticati,
un frustino ed un guanto.

Giallo cerchio del lume…
tendo l’orecchio ai fruscii.
Perché sei andato via?
Non comprendo…

Luminoso e lieto
domani sarà il mattino.
Questa vita è stupenda,
sii dunque saggio, cuore.

Tu sei prostrato, batti
più sordo, più a rilento…
sai, ho letto
che le anime sono immortali.

Anna Achmatova



21 novembre 2014

Con cosa posso trattenerti?


Con cosa posso trattenerti?
Ti offro strade difficili,
tramonti disperati
la luna di squallide periferie.

Ti offro le amarezze di un uomo
che ha guardato a lungo la triste luna.




Ti offro i miei antenati,
i miei morti,
i fantasmi a cui i viventi hanno reso onore col marmo:
il padre di mio padre ucciso sulla frontiera
di Buenos Aires
due pallottole attraverso i suoi polmoni,
barbuto e morto,
avvolto dai soldati nella pelle di una mucca
il nonno di mia madre – appena ventiquattrenne -
a capo di trecento uomini in Perù,
ora fantasmi su cavalli svaniti.

Ti offro qualsiasi intuizione sia nei miei libri,
qualsiasi virilità o vita umana.

Ti offro la lealtà di un uomo
che non è mai stato leale.

Ti offro quel nocciolo di me stesso
che ho conservato, in qualche
modo – il centro del cuore che
non tratta con le parole, né coi
sogni e non è toccato dal tempo,
dalla gioia, dalle avversità.

Ti offro il ricordo di una
rosa gialla al tramonto,
anni prima che tu nascessi.

Ti offro spiegazioni di te stessa,
teorie su di te, autentiche e
sorprendenti notizie di te.

Ti posso dare la mia tristezza,
la mia oscurità, la fame del mio cuore
cerco di corromperti con l’incertezza,
il pericolo, la sconfitta.




Jorge Luis Borges, Con cosa posso trattenerti?


19 novembre 2014

Ode al giorno felice


Questa volta lasciate che sia felice, 
non è successo nulla a nessuno, 
non sono da nessuna parte, 
succede solo che sono felice 
fino all'ultimo profondo angolino del cuore.


Camminando, dormendo o scrivendo, 
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie, 
sento la pelle come un albero raggrinzito, 
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima, 
il mare come un anello intorno alla mia vita, 
fatta di pane e pietra la terra 
l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia,

sei sabbia, tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima 
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca, 
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia 
essere felice, 
essere felice perché sì, 
perché respiro e perché respiri, 
essere felice perché tocco il tuo ginocchio 
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo 
e la sua freschezza.

Oggi lasciate che sia felice, io e basta, 

con o senza tutti, essere felice con l’erba 
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra, 
essere felice con te, con la tua bocca, 
essere felice.






Pablo Neruda, Ode al giorno felice

(Nella foto la Riserva Naturale Orientata di Torre Salsa - Siculiana - AG)