17 aprile 2014
Quando la relazione può curare
"Personalità e identità sono come coordinate nella piantina di una città tracciate dall'intersecarsi delle nostre amicizie. Sappiamo chi e cosa siamo grazie ai punti di riferimento delle persone che amiamo, e dei motivi per cui le amiamo".
Gregory David Roberts.
11 aprile 2014
Amore, tradimento e durata delle relazioni
"L'amore è un castigo. Ci punisce per non aver saputo stare soli".
M. YOURCENAR.
"Finché dura, l'amore è in bilico sull'orlo della sconfitta".
Z. BAUMAN.
Penso sia lecito chiedersi se, come tutte le cose umane, l'amore ha un suo inizio e un suo termine.
Nel bel mezzo - speriamo che accada (se accade) qualcosa di molto interessante...
So che per molti, me per prima, questa non è una cosa facile da accettare e condividere.
Chiunque di noi abbia detto "consapevolmente" ti amo, ha sperato almeno un attimo che fosse per sempre. Come negarlo?
Ma se non è andata (per molti o per tutti) così?!
Basterebbe guardare il mondo di oggi, che lo rispecchia (a volte irrispettosamente) come cartina al tornasole.
Vorrei qui rimandarci all'eterna sfida: può l'amore romantico durare?
A che costo? Fino a che punto?
E' possibile guardare nella stessa direzione? Giocare lo stesso gioco?
E non restare massacrati (vittime o carnefici è 'quasi' la stessa cosa) dall'incastro della trama relazionale?
Sconfinata è la letteratura, le poesie, i romanzi, i racconti, i film, le canzoni e via andare.
Tutti abbiamo i nostri precisi riferimenti amorologhi... perfino cari amici che hanno ascoltato i nostri "drammatici" e minuziosi (ossessivi, ammettiamolo) racconti.
Ma che a nulla sono serviti quando l'amore ci si è spento miseramente sotto gli occhi.
Superati lutti, affanni, patimenti, rimorsi, rancori, rimpianti e i raffinati quanto vani forse resta ancora qualcosa da fare-da dire-da rifare... si ricomincia, come è normale e auspicabile che sia.
Nuovi vie, nuovi amori, nuove possibilità e il sacrosanto diritto di essere felici possono ancora esistere.
Talvolta troppo presi dal narcisismo estetico di Selfie, WhatsApp o pollicini su Fb, deleghiamo al caso l'impegno sulla relazione. Relazione che non può rimanere confinata nel pur auspicabile romanticismo a modalità casual-spontanea. Una cosa è l'innamoramento, altra cosa è l'amore.
Non possiamo vivere sempre sull'otto-volante dei primi (meravigliosi quanto si vuole) mesi degli inizi.
E a un certo punto si rende necessario atterrare (si spera senza schiantarsi) nella routine degli affanni quotidiani.
Saper dire basta, chiudere, uscire da relazioni mortificanti e mortifere è una necessità, talvolta (in casi purtroppo estremi) anche un modo di salvarsi la pelle e la vita.
Restare insieme, non tradirsi, non trovare comode e plateali vie di fuga è un valore aggiunto della persona, della coppia e direi anche della personalità. Difficile. Difficile, ma possibile.
Ogni partner ha una parte di responsabilità di quello che avviene in un rapporto. SEMPRE.
Impegno, partecipazione, rispetto dell'Altro per quello che è e non per quello che il nostro immaginario (infantile, egoistico, narciso) si attende di trovare a disposizione.
Chiarezza, responsabilità. Sì. Curiosi e attenti, concentrati, disponibili a veder cambiare la relazione insieme a chi con noi ne condivide il senso, le fatiche, le gioie, la progettualità. Possibile se i conti con le famiglie d'origine si sono pareggiati abbastanza: se il nostro senso di autonomia e sopravvivenza non sono rimasti incagliati a vita nelle trappole dei copioni edipici. Chiusi dietro vetusti sipari, mai risolti.
Liberi finalmente di non recitare, liberi di esistere, qui e ora!
Approfondimenti:
BAUMAN Z., (2003), Amore liquido. Sulla fragilità dei legami affettivi, tr. it. Laterza, Bari, 2004.
CLEMENT U., Terapia sessuale sistemica.
Raffaello Cortina Editore, Milano, 2010.
YOURCENAR M., "Romanzi e racconti". In Opere, vol. I, Bompiani, Milano, 2005.
TELFENER U., Gli amori briciola - Quando le relazioni sono asciutte.
Ed. Ma.Gi., Roma, 2013.
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Yourcenar M.
5 aprile 2014
“When I loved myself enough”
QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito com'è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri, pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta, anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama rispetto.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di desiderare un'altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda è un invito a crescere.
Oggi so che questo si chiama maturità.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello che succede va bene. Da allora ho potuto stare tranquillo.
Oggi so che questo si chiama stare in pace con se stessi.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di privarmi del mio tempo libero e di concepire progetti grandiosi per il futuro.
Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento, ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi.
Oggi so che questo si chiama sincerità.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò che non mi faceva del bene: persone, cose, situazioni e tutto ciò che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso.
All'inizio lo chiamavo "sano egoismo", ma oggi so che questo è amore di sé.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di voler avere sempre ragione. E cosi ho commesso meno errori.
Oggi mi sono reso conto che questo si chiama semplicità.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi del mio futuro. Ora vivo di più nel momento presente, in cui tutto ha un luogo.
E' la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo perfezione.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono reso conto che il mio pensiero può rendermi miserabile e malato. Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore, l'intelletto è diventato un compagno importante.
Oggi a questa unione do il nome di saggezza interiore.
Non dobbiamo continuare a temere i contrasti, i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi.
Oggi so che tutto questo è la vita.
“When I loved myself enough”
(Kim e Alison McMillen, 2001)
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito com'è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri, pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta, anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama rispetto.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di desiderare un'altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda è un invito a crescere.
Oggi so che questo si chiama maturità.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello che succede va bene. Da allora ho potuto stare tranquillo.
Oggi so che questo si chiama stare in pace con se stessi.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di privarmi del mio tempo libero e di concepire progetti grandiosi per il futuro.
Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento, ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi.
Oggi so che questo si chiama sincerità.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò che non mi faceva del bene: persone, cose, situazioni e tutto ciò che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso.
All'inizio lo chiamavo "sano egoismo", ma oggi so che questo è amore di sé.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di voler avere sempre ragione. E cosi ho commesso meno errori.
Oggi mi sono reso conto che questo si chiama semplicità.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi del mio futuro. Ora vivo di più nel momento presente, in cui tutto ha un luogo.
E' la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo perfezione.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono reso conto che il mio pensiero può rendermi miserabile e malato. Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore, l'intelletto è diventato un compagno importante.
Oggi a questa unione do il nome di saggezza interiore.
Non dobbiamo continuare a temere i contrasti, i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi.
Oggi so che tutto questo è la vita.
“When I loved myself enough”
(Kim e Alison McMillen, 2001)
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27 marzo 2014
Amore e altri accidenti
"Tenere gentilmente le relazioni" significa rinunciare ad avere aspettative troppo definite, non volere che le cose vadano come abbiamo stabilito, non farci film in testa, accettare quello che accade, vederne il positivo anche se è diverso da come desideravamo.
Significa non perdere la fiducia nell'altro, scovare le sue buone intenzioni e la sua buona fede.
Difficile!
Possibile a patto di lavorare molto focalizzati su se stessi, sulla stima di noi stessi.
Possibile a patto di saper riconoscere se l’altro rischia di farci male oppure se è in buona fede.
Se sta mettendo in atto un copione solito e auto-distruttivo oppure sta in connessione autentica con noi.
DIFFICILE, ma vale la pena provare!
(Umberta Telfener)
8 marzo 2014
Il regno delle donne
Il regno delle donne
C'è un regno tutto tuo
che abito la notte
e le donne che stanno lì con te
son tante, amica mia,
sono enigmi di dolore
che noi uomini non scioglieremo mai.
Come bruciano le lacrime
come sembrano infinite
nessuno vede le ferite
che portate dentro voi.
Nella pioggia di Dio
qualche volta si annega
ma si puliscono i ricordi
prima che sia troppo tardi.
Guarda il sole quando scende
ed accende d'oro e porpora il mare
lo splendore è in voi
non svanisce mai
perché sapete che può ritornare il sole.
E se passa il temporale
siete giunchi ed il vento vi piega
ancor più forti voi delle querce e poi
anche il male non può farvi del male.
Una stampella d'oro
per arrivare al cielo
le donne inseguono l'amore.
Qualche volta, amica mia,
ti sembra quasi di volare
ma gli uomini non sono angeli.
Voi piangete al loro posto
per questo vi hanno scelto
e nascondete il volto
perché il dolore splende.
Un mistero che mai
riusciremo a capire
se nella vita ci si perde
non finirà la musica.
Guarda il sole quando scende
ed accende d'oro e porpora il mare
lo splendore è in voi
non svanisce mai
perché sapete che può ritornare il sole
dopo il buio ancora il sole.
E se passa il temporale
siete prime a ritrovare la voce
sempre regine voi
luce e inferno e poi
anche il male non può farvi del male.
ALDA MERINI
A tutte le donne.
Amiche, madri, cugine, sorelle, figlie, nonne, zie, amanti, bambine.
Complici conoscitrici dell'amore e del mondo.
Non solo oggi, ma tutti i giorni consapevoli e nella piena fierezza d'esserlo.
che abito la notte
e le donne che stanno lì con te
son tante, amica mia,
sono enigmi di dolore
che noi uomini non scioglieremo mai.
Come bruciano le lacrime
come sembrano infinite
nessuno vede le ferite
che portate dentro voi.
Nella pioggia di Dio
qualche volta si annega
ma si puliscono i ricordi
prima che sia troppo tardi.
Guarda il sole quando scende
ed accende d'oro e porpora il mare
lo splendore è in voi
non svanisce mai
perché sapete che può ritornare il sole.
E se passa il temporale
siete giunchi ed il vento vi piega
ancor più forti voi delle querce e poi
anche il male non può farvi del male.
Una stampella d'oro
per arrivare al cielo
le donne inseguono l'amore.
Qualche volta, amica mia,
ti sembra quasi di volare
ma gli uomini non sono angeli.
Voi piangete al loro posto
per questo vi hanno scelto
e nascondete il volto
perché il dolore splende.
Un mistero che mai
riusciremo a capire
se nella vita ci si perde
non finirà la musica.
Guarda il sole quando scende
ed accende d'oro e porpora il mare
lo splendore è in voi
non svanisce mai
perché sapete che può ritornare il sole
dopo il buio ancora il sole.
E se passa il temporale
siete prime a ritrovare la voce
sempre regine voi
luce e inferno e poi
anche il male non può farvi del male.
ALDA MERINI
Amiche, madri, cugine, sorelle, figlie, nonne, zie, amanti, bambine.
Complici conoscitrici dell'amore e del mondo.
Non solo oggi, ma tutti i giorni consapevoli e nella piena fierezza d'esserlo.
14 febbraio 2014
La voce a te dovuta
La voce a te dovuta
Il modo tuo d'amare è lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni è il silenzio.
I tuoi baci sono offrirmi le labbra perché io le baci.
Mai parole o abbracci mi diranno che esistevi e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi, mappe, telefoni, presagi; tu, no.
E sto abbracciato a te senza chiederti nulla,
per timore che non sia vero che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire con domande, con carezze,
quella solitudine immensa d'amarti solo io.
Pedro Salinas, 1933.
In omaggio all'amore, sentimento immortale che da sempre muove il mondo e tutte le sue cose.
Buon San Valentino a tutti, innamorati e no :-)
Il modo tuo d'amare è lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni è il silenzio.
I tuoi baci sono offrirmi le labbra perché io le baci.
Mai parole o abbracci mi diranno che esistevi e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi, mappe, telefoni, presagi; tu, no.
E sto abbracciato a te senza chiederti nulla,
per timore che non sia vero che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire con domande, con carezze,
quella solitudine immensa d'amarti solo io.
Pedro Salinas, 1933.
In omaggio all'amore, sentimento immortale che da sempre muove il mondo e tutte le sue cose.
Buon San Valentino a tutti, innamorati e no :-)
30 gennaio 2014
A mio figlio
Ti ho generato col solo pensiero figlio
e non sei mai sceso nel mio corpo come una buona rugiada.
Però sei diventato un’ape laboriosa, hai fecondato tutto il mio corpo
e a mia volta son diventato tuo figlio, figlio del tuo pensiero.
Forse, quando morirò, partorirò tutta la dolcezza che mi hai messo nel primo sguardo.
Perché figlio, ti ho guardato a lungo, ma non ti ho mai conosciuto.
Figlio figlio mio sognato, figlio ti ho solo pensato
non sei mai sceso nel corpo come una buona rugiada
ti ho guardato a lungo, ma non ti ho conosciuto mai.
da "Una piccola ape furibonda" (2010)
Alda Merini
e non sei mai sceso nel mio corpo come una buona rugiada.
Però sei diventato un’ape laboriosa, hai fecondato tutto il mio corpo
e a mia volta son diventato tuo figlio, figlio del tuo pensiero.
Forse, quando morirò, partorirò tutta la dolcezza che mi hai messo nel primo sguardo.
Perché figlio, ti ho guardato a lungo, ma non ti ho mai conosciuto.
Figlio figlio mio sognato, figlio ti ho solo pensato
non sei mai sceso nel corpo come una buona rugiada
ti ho guardato a lungo, ma non ti ho conosciuto mai.
da "Una piccola ape furibonda" (2010)
Alda Merini
30 dicembre 2013
L'anno nuovo
L'anno nuovo
Indovinami, indovino
tu che leggi nel destino:
l'anno nuovo come sarà?
Bello, brutto, o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo del lunedì
avrà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell'anno nuovo.
Per il resto anche quest'anno
sarà come gli uomini lo faranno".
(Gianni Rodari)
24 dicembre 2013
Natale
Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade.
Ho tanta stanchezza sulle spalle.
Lasciatemi così, come una cosa posata in un angolo e dimenticata.
Qui non si sente altro che il caldo buono.
Sto con le quattro capriole di fumo del focolare.
Giuseppe Ungaretti (1916)
Ho tanta stanchezza sulle spalle.
Lasciatemi così, come una cosa posata in un angolo e dimenticata.
Qui non si sente altro che il caldo buono.
Sto con le quattro capriole di fumo del focolare.
18 novembre 2013
Io non ho bisogno di denaro
Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti.
Di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori, detti pensieri,
di rose, dette presenze,
di sogni, che abitino gli alberi,
di canzoni che faccian danzar le statue,
di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti ...
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e da colori nuovi.
Alda Merini.
Non ho bisogno di denaro. Terra d'Amore. 2003.
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